Lavorare in Svizzera non significa necessariamente andarci in pensione
Dopo diversi anni o decenni di carriera in Svizzera, alcune persone decidono di tornare nel proprio Paese d'origine. Altre scelgono invece di trasferirsi all'estero per godersi la pensione.
Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania o destinazioni ancora più lontane: le possibilità sono numerose.
Ma prima di partire sorge una domanda fondamentale:
Cosa succede alla pensione svizzera quando si lascia la Svizzera?
AVS, 2° pilastro, 3° pilastro, pagamenti dall'estero e valute: ecco gli aspetti principali da conoscere.
È possibile ricevere l'AVS vivendo all'estero?
In molti casi, sì.
I cittadini svizzeri, così come i cittadini di Paesi UE/AELS o di Stati che hanno concluso una convenzione di sicurezza sociale con la Svizzera, possono generalmente continuare a percepire la rendita AVS dopo essersi trasferiti all'estero.
Le condizioni dipendono tuttavia dalla nazionalità e dal Paese di residenza.
In caso di trasferimento in uno Stato che non dispone di una convenzione di sicurezza sociale con la Svizzera, possono applicarsi regole differenti.
Per questo motivo è importante verificare la propria situazione prima di lasciare definitivamente il Paese.
E se hai lavorato in diversi Paesi?
È una situazione molto comune tra frontalieri ed espatriati.
Immaginiamo una persona che abbia lavorato dieci anni in un Paese europeo, successivamente 25 anni in Svizzera e che decida infine di trascorrere la pensione in un terzo Paese.
Gli anni di contribuzione in Svizzera non vengono semplicemente persi.
Nell'ambito UE/AELS, i sistemi di sicurezza sociale sono coordinati. Chi ha versato contributi in diversi Paesi può quindi avere diritto a prestazioni pensionistiche provenienti da più Stati.
Ogni Paese determina generalmente la prestazione corrispondente ai periodi assicurativi maturati nel proprio sistema.
La pensione può quindi diventare realmente internazionale.
Chi versa l'AVS quando vivi all'estero?
Chi percepisce una rendita AVS e lascia definitivamente la Svizzera deve comunicare la partenza alla cassa di compensazione competente.
Per le situazioni interessate, la gestione e il pagamento delle prestazioni alle persone residenti all'estero vengono successivamente assicurati dalla Cassa svizzera di compensazione.
A seconda della situazione, i pagamenti possono essere effettuati verso una destinazione di pagamento in Svizzera oppure all'estero.
Ed è qui che entra in gioco anche la questione della valuta.
Una pensione svizzera può diventare anche una questione di cambio
Durante la vita lavorativa molti frontalieri conoscono già questa situazione:
stipendio in CHF, spese in EUR.
In pensione la logica può continuare.
Una parte del patrimonio o delle prestazioni può rimanere legata alla Svizzera, mentre la vita quotidiana si svolge in un'altra area valutaria.
Casa, alimentazione, assicurazioni, tempo libero, viaggi…
Le spese possono essere sostenute in euro o in un'altra valuta.
La gestione del cambio diventa quindi parte della pianificazione finanziaria della pensione.
E il 2° pilastro?
L'AVS rappresenta soltanto una parte del sistema pensionistico svizzero.
Il 2° pilastro, ovvero la previdenza professionale, può rappresentare una quota significativa del patrimonio accumulato durante una carriera in Svizzera.
Quando si lascia definitivamente la Svizzera, le possibilità relative a questo capitale dipendono, tra le altre cose, dal Paese di destinazione e dalla situazione personale.
Trasferirsi in un Paese UE o AELS non significa necessariamente poter ritirare immediatamente l'intero capitale obbligatorio del 2° pilastro.
Se si rimane obbligatoriamente assicurati nel nuovo Paese contro i rischi di vecchiaia, invalidità e decesso, possono infatti applicarsi limitazioni al prelievo anticipato della parte obbligatoria.
Prima di partire è quindi consigliabile verificare la propria situazione direttamente con l'istituto di previdenza.
E il 3° pilastro?
Il sistema pensionistico svizzero comprende anche la previdenza privata.
Il pilastro 3a permette di accumulare un capitale aggiuntivo per la pensione.
In caso di trasferimento definitivo all'estero, anche questo patrimonio dovrebbe essere integrato nella pianificazione, in particolare per quanto riguarda le modalità di prelievo e le conseguenze fiscali.
In determinate circostanze, l'espatrio può consentire un prelievo anticipato.
Il trattamento fiscale concreto dipenderà però dalla situazione personale e dal futuro Paese di residenza.
Trasferirsi prima della pensione: attenzione alle lacune contributive AVS
Non tutti lasciano la Svizzera dopo aver raggiunto l'età pensionabile.
È possibile, ad esempio, trasferirsi all'estero a 50 o 55 anni.
In determinate situazioni, i cittadini svizzeri e i cittadini UE/AELS che si stabiliscono al di fuori dell'UE/AELS possono aderire all'AVS/AI facoltativa.
Questo può contribuire a evitare lacune contributive che potrebbero successivamente influire sull'importo della rendita.
Tale possibilità non si applica automaticamente a qualsiasi espatrio ed è quindi importante verificare tempestivamente le condizioni.
Preparare la pensione all'estero significa anche pianificare le valute
Quando si pensa alla pensione all'estero, vengono subito in mente il clima, il costo della vita, la casa o la fiscalità.
Ma esiste un'altra domanda importante:
In quale valuta riceverai i tuoi redditi e in quale valuta sosterrai le tue spese?
Se una parte del patrimonio rimane denominata in franchi svizzeri mentre le spese quotidiane vengono effettuate principalmente in euro, sarà necessario convertire CHF in EUR.
Su una pensione di 15, 20 o 25 anni, la gestione valutaria può quindi diventare una componente importante della pianificazione finanziaria.
Il tasso di cambio può influenzare il tuo potere d'acquisto
Se una parte del patrimonio o dei redditi rimane in franchi svizzeri mentre le spese vengono effettuate principalmente in euro, il potere di conversione varia insieme al cambio CHF/EUR.
Ma il mercato non è l'unico fattore da considerare.
Anche il tasso applicato dall'operatore scelto può essere diverso dal tasso di riferimento osservato sui mercati.
Per conversioni regolari o importi importanti, può quindi essere utile confrontare l'importo effettivamente ricevuto, e non soltanto le commissioni dichiarate.
MyBestFX: quando il tuo patrimonio resta svizzero ma la tua vita diventa internazionale
Una carriera può iniziare in un Paese, proseguire in Svizzera e terminare altrove.
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Che tu stia preparando il trasferimento, tornando nel tuo Paese d'origine o pianificando la pensione all'estero, il cambio valuta può diventare particolarmente importante quando patrimonio e spese non sono nella stessa valuta.
L'obiettivo è semplice:
conoscere il tasso proposto e l'importo che riceverai prima di confermare la conversione.
In sintesi
Aver lavorato in Svizzera e trascorrere la pensione all'estero sono perfettamente compatibili in molte situazioni.
Ma il trasferimento deve essere preparato attentamente.
AVS, 2° pilastro, 3° pilastro, nazionalità e futuro Paese di residenza possono influenzare le procedure e le possibilità disponibili.
E quando il patrimonio rimane in CHF mentre la vita quotidiana passa a un'altra valuta, entra in gioco un ulteriore elemento:
il cambio.
Hai costruito la tua pensione durante tutta una carriera.
Pianifica anche la valuta con cui vorrai godertela.